Centri per l’impiego, Grimaldi: quando le medaglie stanno in piedi da sole.

Oggi il consigliere regionale Marco Grimaldi (capogruppo di SEL) ha fatto visita al centro per l’impiego di Via Bologna a Torino, dove solo gli operatori salvano un servizio che negli ultimi anni è stato martoriato da tagli di risorse e personale.

La scorsa settimana, il gruppo consiliare Sinistra Ecologia Libertà aveva richiesto all’assessorato e alla commissione Lavoro di avviare “un’indagine sullo stato delle nostre politiche attive, sui Centri per l’impiego e sull’erogazione degli ammortizzatori sociali”. Questa mattina l’esponente di Sinistra Italiana si è recato al centro per l’impiego di Via Bologna a Torino, che era stato collocato in una ex palestra ristrutturata con risorse del Fondo sociale europeo.

Ci si è subito resi conto della pressione e dei numeri esorbitanti che ogni giorno gravano su questi centri: i cancelli che solitamente aprono alle 7 vedono gia persone in coda alle prime luci dell’alba. Gli operatori della vigilanza privata, che svolgono anche un ruolo di informazione e smistamento delle domande, sono stati tra i primi ad essersi accorti delle difficoltà in cui sono immerse le strutture, prive di alcuni servizi fino a poco tempo fa attivi.

Per esempio se esistesse ancora il numero verde molti cittadini saprebbero che in base al dpr 445/2000 esiste l’autocertificazione che tutti gli enti pubblici sono tenuti ad accogliere. Anche se il Cpi non emette piu certificati, centinaia di persone continuano ad affollare il centro (solo se lo richiede un’assicurazione o una banca il Cpi rilascia il cerfiicato). Inoltre, sempre in seguito al passaggio alla Regione, il personale è stato ridotto da 60 a 30 unità. Bene hanno fatto ieri l’Assessora Pentenero e il vice presidente Reschigna a chiedere al Governo garanzie per i centri per l’impiego e la stabilizzazione dei precari. In passato c’era un sito internet costantemente aggiornato che ora è fermo (oltre all’assenza del numero verde), nell’attesa che APL riorganizzi tutte le informazioni. Molte delle persone che si sono intrattenute in coda con il consigliere regionale hanno lamentato che rischiavano di trascorrere molte ore nel centro senza la certezza di essere in possesso di tutta la documentazione richiesta, con il rischio di dover quindi tornare. Per l’incontro fra domanda e offerta, prima c’era un servizio informatico, una bacheca online gestita e organizzata dal Csi, ma ora per mancanza di soldi non esiste più; solo qui a Torino c’era anche un servizio on line per prendere appuntamenti ma è stato cancellato sempre per problemi di costo.

I Cpi negli ultimi anni sono passati dalla Provincia alla Città Metropolitana ed infine alla Regione che si avvale dell’Agenzia Piemonte Lavoro, dovendo far fronte ad una netta diminuzione delle risorse che ha portato inevitabilmente a ridurre alcuni servizi. I numeri però restano, così come il lavoro qualificato degli operatori: dal 2016 sono transitate dal centro 15.400 persone circa; nel 2016 sono state gestite 482 offerte di lavoro e 2000 tirocini solo nella sede di Via Bologna. Dopo il primo incontro sulle regole della condizionalità e per la raccolta della documentazione e l’iscrizione, vengono orientate, ci sono dei progetti e laboratori a cui ci si può iscrivere se si hanno i requisiti. Non solo c’è l’iscrizione ma chiunque si iscriva ha un servizio personalizzato individuale.

“Il lavoro svolto dagli operatori e dalla direttrice del centro è di assoluto livello – dichiara Grimaldi – a tutti loro va il nostro ringraziamento per le soluzioni adottate in una situazione molto difficile. In questa nuova fase dobbiamo però trovare risorse e modalità per semplificare l’accesso alle informazioni e alle procedure agli utenti, in modo da decongestionare le code che si formano ogni mattina e riuscire ad aumentare il numero e la qualità dei servizi al cittadino.

Nelle prossime settimane continueremo le visite in altri centri per l’impiego. Invitiamo a partecipare i colleghi delle altre forze politiche, per condividere alcune proposte: istituire nuovamente il numero verde, riorganizzare i servizi e le informazioni online, stabilizzare i precari dei CPI e trovare altro personale che possa rispondere alle esigenze di una città sempre in forte crisi. Queste sono le priorità su cui dobbiamo intervenire”.