Diritto allo studio, Grimaldi (SEL): il Ministero saldi il Fondo del 2015

 

Oggi l’Assessora Cerutti ha risposto in aula a un’interrogazione urgente del Capogruppo di SEL Marco Grimaldi in merito ai ritardi nell’erogazione dei contributi statali per il diritto allo studio universitario.

Il Fondo di riparto si basa sull’Art. 16 del DPCM del  9 aprile 2001, che stabilisce i criteri di distribuzione dei contributi ministeriali tra le regioni che concedono borse di studio, ai sensi della legge 2 dicembre 1991, n. 390, articolo 8.

A quanto si apprende, al momento il MIUR ha erogato a tutte le Regioni, per il Fondo statale integrativo per le borse di studio relativo all’anno 2015, il 72,2% di quanto assegnato nel 2014, di conseguenza il Piemonte  ha ricevuto € 3.660.467,00 e deve ancora ottenere € 6.593.459,30 per il 2015.

Tutto ciò, mentre contemporaneamente l’Edisu registra 11.616 domande, il 12% in più rispetto all’anno passato (10.350). Qualora la tendenza dovesse confermarsi anche per il mese di ottobre, l’ipotesi potrebbe essere che le domande finali arrivino a essere il 10% in più, con una crescita da 11.444 a 12.777. Appare quindi chiaro che la copertura delle borse 2016/17 richiederà risorse extra per mantenere i livelli dell’anno passato sia sul 2016 sia sul 2017.

“Al 25 di ottobre non solo non è ancora stato saldato il contributo ministeriale per il 2015, ma le regioni attendono di essere informate in merito alle risorse previste per il Fondo 2016” – dichiara Grimaldi. – “Questi ritardi si accumulano da circa due anni, sommati a lentezze burocratiche dovute ai passaggi amministrativi, penalizzando evidentemente l’erogazione delle borse di studio. Perciò abbiamo chiesto all’Assessora di inviare, tramite il Presidente della Conferenza Stato-Regioni, una nota ufficiale al Ministero per sollecitare la liquidazione del Fondo 2015 e un anticipo del Fondo 2016. Inoltre abbiamo ribadito in Commissione la necessità di raggiungere e mantenere anche per i prossimi anni il 100% della copertura delle borse di studio, e quindi l’urgenza di reperire le risorse in fase di assestamento per non intaccare il fondo di riserva. Indietro non si torna”.