Grimaldi: su Eurofidi inutile fare gli investigatori fuori tempo massimo, è il momento di trovare soluzioni utili perché questa storia non diventi una tragedia

Oggi la III Commissione ha audito il Consiglio di Amministrazione di Eurofidi, mentre procede l’inchiesta per chiarire le ragioni del dissesto finanziario da 100 milioni di euro che ha colpito la società ed esaminarne i bilanci 2014-2015. Quali scelte gestionali e anomalie hanno portato il più grande consorzio fidi d’Italia al tracollo finanziario?

Il consorzio, partecipato al 19 % dalla Regione, è oggi in liquidazione, con gravi conseguenze innanzitutto per i circa cento dipendenti, ieri ricevuti in Consiglio Regionale assieme alle rappresentanze sindacali.

Inoltre, come hanno sottolineato in tanti, la messa in liquidazione di Eurofidi rischia di avere un forte e dannoso impatto sulle imprese piemontesi.

Secondo il Consorzio, la complessità della compagine azionaria ha impedito un rilancio della società, che implicava un aumento di capitale per il piano presentato dal CdA prima della liquidazione. Il CdA ha anche aperto allo scenario di ripartire con un soggetto simile, tipo “newco”, sebbene ciò comporterebbe una semplificazione del modello azionario. Infine ci sarebbe una terza via: la cessione di un ramo di azienda.

“Credo che per dare speranza ad aziende e lavoratori i buoni propositi e i rammarichi non servano” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi. – “Siamo convinti che prima di acconsentire a una ‘liquidazione ordinata’ si sarebbero dovute ipotizzare delle strade concrete. Ora bisogna suggerire delle vie d’uscita: se l’ipotesi di una newco non dovesse essere praticabile per l’indisponibilità dei vecchi soci a reinvestire in un nuovo soggetto, si potrebbe forse – come ho chiesto al CdA – offrire a Finpiemonte la possibilità di rilevare attività o affittare un ramo d’azienda di Eurofidi nel corso della liquidazione. Ci sarà il tempo per accertare le responsabilità legali, ora tutti gli sforzi della politica non possono essere concentrati che sulla salvaguardia di trent’anni di esperienza e di tutti quei giovani professionisti che lavorano in Eurofidi”.