La Regione chiederà un incontro a Calenda sul futuro della presenza in Italia di Ibm

 

Questa mattina in aula l’Assessora Pentenero ha risposto all’interrogazione urgente del Capogruppo di SEL Marco Grimaldi sulla situazione dei lavoratori di Sistemi informativi s.r.l. 

156 i licenziamenti all’azienda, parte gruppo Ibm, sui 958 addetti delle sedi di Torino, Roma, Milano e Perugia. Il tutto è parso avvenire senza una chiara motivazione dell’azienda, che quest’anno ha chiuso in perdita ma meno rispetto agli anni precedenti, in cui non vi era stato alcun esubero.

Perciò i lavoratori della Sistemi Informativi la scorsa settimana hanno organizzato un picchetto di protesta sotto Palazzo di Città e hanno indetto le prime quattro di quaranta ore di sciopero.

Sono 83 i dipendenti della sede torinese di Sistemi Informativi, in corso Orbassano. Gli esuberi potrebbero costare il posto a sei di loro e nessuno ha i requisiti per agganciare la pensione.

Secondo quanto appreso dall’Assessora, il valore della produzione complessiva ha subito nel 2015 un decremento di 5,4 milioni di euro, seguendo un trend fortemente in calo dal 2012, legato – secondo la Società – soprattutto al settore della Pubblica Amministrazione, dove il mercato di riferimento registra un andamento negativo. Nonostante ciò, IBM avrebbe fatto sapere di avere in programma investimenti in Italia, in particolare 150 milioni di dollari per il lancio del primo Centro di Eccellenza europeo di “Watson Health” a Milano, in collaborazione con il Governo.

Tuttavia non diminuisce la preoccupazione delle OO.SS., convinte che l’azienda stia in realtà disinvestendo in Italia sulle figure che lavorano a progetti riguardanti la P.A., invece di tagliare i costi per la consulenza sistemistica.

“Abbiamo chiesto al Comune di Torino e alla Regione Piemonte di aprire un tavolo ministeriale con l’Ibm, affinché renda noto il suo progetto industriale e le sue intenzioni e faccia cessare gli esuberi” – dichiara Grimaldi. – “Siamo contenti dell’impegno a farsi portavoce presso il Ministero dello Sviluppo della necessità di questo confronto”.