Diciamo basta al lavoro povero: CCNL di Federcultura e clausole sociali per i lavoratori della Reggia di Venaria

Sono ripresi oggi i lavori del Consiglio Regionale. Il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi ha subito presentato un ordine del giorno relativo al nuovo bando per l’attività di gestione, promozione e valorizzazione della Venaria Reale, approvato a larga maggioranza. A fine votazione sono stati approvati anche gli odg di Valle e Frediani sul medesimo argomento.

Venerdì 10 giugno, dopo la delibera della Giunta Regionale del 30 maggio, è stato sottoscritto il Protocollo sugli Appalti, con la Firma del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e dei Segretari Generali di CGIL-CISL-UIL Piemonte.

“Una vittoria” – secondo Grimaldi – “perché l’accordo ripropone il principio cardine della mozione n. 229 sulla giusta retribuzione e l’applicazione delle clausole sociali negli appalti regionali”. Un testo scritto, proposto, fatto approvare e difeso con forza da SEL nel corso di quest’anno, di fronte ai numerosi casi di lavoro povero e sottopagato che continuavano a verificarsi, in particolare negli appalti della sanità.

Per mesi il Gruppo SEL ha raccolto segnalazioni di società aggiudicatarie di appalti, in particolare nell’ambito della sanità, che non rispettavano questi criteri. Su ciascuno di questi casi ha presentato un’interpellanza alla Giunta. Recentemente Grimaldi era intervenuto proprio sulla vicenda dei lavoratori della Venaria Reale, dopo che l’Ati che gestiva i servizi della Reggia aveva avviato i licenziamenti collettivi, non avendo ottenuto la proroga dell’appalto, e poiché nel nuovo appalto non vi erano riferimenti né al contratto di riferimento, quello di Federcultura, né (se non negli allegati) alle clausole sociali.

Nel testo dell’accordo sindacale si legge testualmente che “ai sensi dell’art. 30, comma 4, del d.lgs. 50/2016, a tutti i lavoratori/trici che si trovano o troveranno a operare nel servizio o nello svolgimento delle attività oggetto dell’appalto, dovrà essere applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale di miglior favore in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

Per questo, con l’odg presentato oggi in aula, Grimaldi ha chiesto che l’accordo sia pienamente applicato ai lavoratori della Reggia di Venaria, inquadrandoli nel contratto di Federcultura e garantendo loro le clausole sociali.

“Dobbiamo dire basta al lavoro povero e ricordare che il settore culturale vive sulle spalle di chi apre e si prende cura ogni giorno dei nostri musei e del nostro patrimonio artistico” – dichiara Grimaldi. – “Sottolineare l’autonomia delle stazioni appaltanti e invitare i direttori delle stesse a monitorare non basta più; bisogna prendere sul serio il diritto dei lavoratori alla giusta retribuzione e fare in modo che sia rispettato. I lavoratori della Venaria non sono figli di un dio minore: facciamo in modo che il Protocollo sugli appalti valga anche per loro da subito”.