Grimaldi: fermiamo i furbetti della mobilità passiva, la Regione avvii subito un’indagine.

 

Oggi il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi ha presentato in aula un’interrogazione urgente sulla mobilità passiva nella sanità piemontese.

Un anno fa aveva chiesto in commissione Sanità uno studio Asl per Asl, territorio per territorio, sulla mobilità passiva, per sapere da dove venissero e che cosa cercassero i piemontesi che spendono più di 350 milioni di euro in altre strutture sanitarie.

Non è un segreto che molti concittadini al confine con la Lombardia e la Liguria spesso scelgano le prestazioni oltre regione. Ma non è affatto certo che il problema siano solo le liste d’attesa, l’assenza di alcuni servizi o primari migliori.

Fino a ora Ires e Assessorato non hanno avviato le suddette ricerche, questo il motivo dell’interrogazione, nella quale si ricorda anche come fino a poco tempo fa esistessero dei protocolli d’intesa con altre Regioni (ricordo quella con Liguria e Valle d’Aosta siglata da Eleonora Artesio) sull’uso appropriato di alcune prestazioni che generano mobilità passiva. Il timore è che vi siano alcuni medici e soggetti che svolgono le attività in questo territorio e usava le convenzioni con il Servizio sanitario piemontese, per poi portare i pazienti in altre cliniche, magari della stessa “casa madre”. Gli ultimi dati a disposizione, relativi al 2013, indicano per il Piemonte uno sbilancio in negativo di 55 milioni, un saldo fra 270 milioni di introiti da mobilità attiva a 325 di passivo.

Dopo aver precedentemente annunciato l’indisponibilità a rimborsare cure che si possono effettuare in Piemonte e condiviso le posizioni da cui abbiamo criticato l’operazione di equiparazione tra privato profit e no profit,  oggi l’Assessore Saitta ha dato ragione a Grimaldi sull’aggressività dei privati. L’Assessore ha inoltre annunciato che vi sarà presto un lavoro svolto a livello nazionale sulla mobilità passiva in tutte le Regioni.

“Non credo sia normale continuare a pagare a piè di lista anche la concorrenza sleale” – dichiara Grimaldi. – “Da quello che apprendiamo sui giornali, la nuova tecnica pare essere questa: mi tagli il budget? Io ti porto via i pazienti ed emetto fattura fuori regione. Inaccettabile. I privati che svolgono attività pubbliche in Piemonte non possono essere l’avamposto del sistema lombardo”.