Grimaldi su lavoratori Venaria Reale: nessuna repressione

 

Esattamente un mese fa, il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi aveva presentato in aula una richiesta di comunicazione urgente da parte della Giunta sulla vicenda dei lavoratori del Consorzio della Venaria Reale, per i quali l’ATI che gestisce i servizi della Reggia aveva avviato i licenziamenti collettivi, non avendo ottenuto la proroga dell’appalto.

Nel nuovo bando non é previsto il contratto di riferimento, attualmente quello di Federcultura, e la cosiddetta clausola sociale (ovvero la richiesta al nuovo vincitore di assumere prioritariamente i lavoratori e le lavoratrici già impiegati nell’appalto) non è vincolante.

Ma il dato più preoccupante è il possibile taglio delle ore e degli importi messi a bando.

Oggi si apprende da un comunicato dei lavoratori e delle lavoratrici della Reggia Venaria di una lettera consegnata dai responsabili dell’ATI a tutti coloro che hanno partecipato all’assemblea sindacale legittima e autorizzata dalle autorità competenti il 25 aprile 2016. L’azienda lamenta che il sindacato non abbia accolto la sua richiesta di spostare l’assemblea in una data diversa, richiesta legittima, ma non vincolante, poiché le assemblee sindacali, per il diritto del lavoro italiano, sono indette dalle organizzazioni sindacali e collocate a loro discrezione, salvo decisioni della prefettura. Ma soprattutto ipotizza provvedimenti disciplinari.

L’azione è da attribuirsi alle tre cooperative facenti parte dell’ATI, ma legittimamente i dipendenti, molti dei quali hanno rifiutato di prendere e firmare la lettera, si chiedono se il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale, un ente in gran parte pubblico, fosse a conoscenza di quanto stava avvenendo.

“E’ difficile non parlare di condotta antisindacale” – dichiara Grimaldi – “perché le lettere di contestazione sono, in questo caso, ravvisabili come un atto intimidatorio nei confronti di chi ha partecipato all’assemblea sindacale. Avevamo richiesto la modifica del bando del Consorzio della Venaria Reale affinché fossero inserite le norme votate dal Consiglio sulla giusta retribuzione (in questo caso la piena applicazione del contratto di Federcultura) e sulle clausole sociali e di tutela dal legittimo licenziamento. Non è avvenuto. Voglio sperare che la Regione e il Consorzio, dopo le numerose rassicurazioni, vigilino affinché nessun lavoratore perda il reddito e i diritti acquisti. Ma soprattutto, visto il clima  che si respira, non vorrei che in assenza di chiare clausole sociali, chi oggi protesta legittimamente subisca conseguenze”.