Reggia della Venaria Reale, Grimaldi: la Regione fermi l’appalto, la giusta retribuzione e le clausole sociali non possono restare un principio astratto.

 

Presentate stamattina in aula la richiesta alla Giunta Regionale di comunicazione urgente, da parte del Presidente Marco Grimaldi, sulla vicenda dei lavoratori del Consorzio della Venaria Reale, che ieri hanno avuto un incontro in Prefettura e hanno poi manifestato davanti a piazza Castello.

La ragione? L’Ati che gestisce i servizi della Reggia ha avviato i licenziamenti collettivi non avendo avuto la proroga dell’appalto.

Nel nuovo appalto non é previsto il contratto di riferimento, attualmente quello di Federcultura e neanche la cosiddetta clausola sociale (ovvero la richiesta al nuovo vincitore di assumere prioritariamente i lavoratori e le lavoratrici già impiegate nell’appalto).

Inoltre nel nuovo capitolato d’appalto non è presente la clausola di salvaguardia per i licenziamenti illegittimi, in contrasto con la mozione 229 del Consiglio Regionale, che prevede l’obbligo del riferimento al dato dell’anzianità convenzionale (data di assunzione della prima azienda operante nell’appalto) ai fini della determinazione della normativa applicabile in caso di licenziamento illegittimo.

Infine, il dato più preoccupante è il possibile taglio del 40% delle ore e degli importi messi a bando.

Quella odierna è l’ennesima interrogazione di Grimaldi sul medesimo oggetto: ancora una volta vengono umiliati i lavoratori degli appalti, dalle Asl al mondo della cultura.

 

 “Spero che il bando del Consorzio della Venaria Reale venga revocato. Se non è possibile prorogare l’appalto precedente, vengano subito inserite le norme votate dal consiglio sulla giusta retribuzione (in questo caso la piena applicazione del contratto di Federcultura) e sulle clausole sociale e di tutela dal legittimo licenziamento” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi.

Mi domando come si possano conciliare le code agli ingressi della Reggia e il taglio dei servizi previsti nell’appalto. Anche venissero reintegrati tutti i lavoratori per quante ore saranno impiegati?”

La mozione n. 229, votata dal Consiglio Regionale, sulla giusta retribuzione e il rispetto dei criteri stabiliti dai contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi per tutti gli appalti a partecipazione regionale, dovrebbe servire proprio a far cessare queste situazioni inaccettabili” conlude Grimaldi. “Dobbiamo dire basta al lavoro povero e ricordare che il settore culturale vive sulle spalle di chi apre e si prende cura ogni giorno dei nostri musei e del nostro patrimonio artistico. Sottolineare l’autonomia delle stazioni appaltanti e invitare i direttori delle stesse a monitorare non basta più; bisogna prendere sul serio il diritto dei lavoratori alla giusta retribuzione e fare in modo che sia rispettato”.