Oggi l’Assessora Pentenero ha risposto in aula all’interrogazione urgente del Capogruppo di SEL Marco Grimaldi sul bando di partecipazione Cantieri di lavoro della Città di Torino – edizione 2016.

Il 2016 si è aperto con quasi 10.000 torinesi (30.000 in tutto il Piemonte) che non hanno più ammortizzatori sociali e più di 60.000 in cerca di lavoro (220.000 a livello regionale). 

La Legge Regionale n. 34 del 22 dicembre 2008 prevede la possibilità per gli Enti locali, in particolar modo per i Comuni, di promuovere e attuare iniziative di impiego temporaneo della durata da due a dodici mesi per disoccupati, a cui viene in cambio erogato un sostegno al reddito. Il procedimento attuativo della legge fa capo alla Regione e prevede un regolamento di applicazione approvato dalla Giunta Regionale ogni anno e conseguenti provvedimenti amministrativi.

Cantieri di lavoro 2016: ecco il bando e come partecipare

Dalla scorsa settimana è ufficialmente disponibile il nuovo bando per i cantieri di lavoro di Torino. La domanda dovrà essere presentata dal 22 marzo al 22 aprile 2016.

I cantieri di lavoro inizieranno nel periodo compreso tra il 1° settembre 2016 e il 3 ottobre 2016. Il Comune come ogni anno informerà tempestivamente i disoccupati inseriti sull’esatta data di inizio. Per il periodo di durata dei cantieri i partecipanti manterranno lo stato di disoccupazione in base alle norme vigenti. I partecipanti effettueranno un orario di 25 ore settimanali.

L’indennità di presenza giornaliera ammonterà a euro 24,46 a cui si aggiungerà un contributo per il pasto.

Il bando 2016 di partecipazione ai Cantieri di lavoro della Città di Torino appena pubblicato prevede tuttavia l’inserimento di solo 190 disoccupati: poco più della metà di quanti ne includeva il bando del 2014 (350).

Perché? Tra i requisiti previsti per la presentazione della domanda figura l’essere “nati tra il 1/03/1951 e il 31/12/1956”, contro una ben più ampia fascia di età prevista dal bando 2014 (“nati tra il 01/10/1949 e il 31/12/1970”). In questi giorni in molti hanno detto che è la norma regionale che limita la partecipazione. Falso. Tali limitazioni sono determinate da un insufficiente stanziamento di risorse economiche. Da parte della Regione Piemonte? Non ci risulta.

“L’Assessora ha confermato quanto sapevamo: le risorse sono insufficienti, ma ciò dipenderebbe dal fatto che il Comune e la città Metropolitana, a fianco del budget stanziato dalla Regione (lo stesso dello scorso anno), non hanno cofinanziato i cantieri con ulteriori risorse proprie, come avvenuto in precedenza” – dichiara Grimaldi. “Resto tuttavia convinto che la Regione debba fare uno sforzo in più trovando le risorse mancanti ed estendendo la fascia di età prevista”.