È tempo di uscire dal Medioevo: la violenza di genere si combatte con l’educazione sentimentale

 

È stato approvato oggi in Consiglio regionale il disegno di legge numero 142, presentato dall’Assessora Cerutti, contro la violenza di genere. Il DDL si concentra su tutte le forme di violenza che può subire una donna, senza dimenticare le vittime di tratta o di mutilazioni genitali, ed è uno strumento di ulteriore sostegno ai centri antiviolenza e alle case protette, tramite l’istituzione di un coordinamento regionale e l’istituzione di un Fondo di solidarietà per le donne vittime di violenza e maltrattamenti. Inoltre include percorsi di prevenzione, quali l’introduzione dell’educazione sentimentale nelle scuole e nei luoghi di lavoro, nonché un’attenzione particolare al linguaggio di genere.

“Abbiamo votato con grande entusiasmo questa legge e chiediamo che la proposta di legge nazionale sia discussa al più presto in Parlamento e che diventi quanto prima legge dello Stato. La violenza maschile sulle donne, l’omofobia, il bullismo e gli stereotipi di genere si combattono con l’educazione e la formazione sin da piccoli. Prima che sia troppo tardi” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi.

“Perché se una bambina picchia è un ‘maschiaccio’? E se un bambino piange è una ‘femminuccia’? Perché le ragazze possono camminare mano nella mano e i ragazzi no? Perché si studia Gabriele D’Annunzio e non Sibilla Aleramo? Perché se mamma non lavora è normale, ma se non lavora papà è una vergogna? È buffo che sul contrasto alla violenza siano tutti d’accordo, ma quando si suggerisce di mettere in discussione i ruoli, il linguaggio, l’immaginario da cui si origina cominciano gli strali contro ‘l’ideologia gender’ e l’accusa di aver introdotto nella discussione temi che ‘non c’entrano’. Quindi la violenza di genere è male, ma le disuguaglianze, le discriminazioni e le resistenze culturali che l’alimentano vanno tenute ben salde. Che dire ai consiglieri Marrone, Vignale e alla consigliera Ruffino, che hanno insistito così veracemente su questo punto? Non basta invocare la prevenzione, bisogna costruirla, abbandonando l’ottica securitaria, insegnando un’altra educazione civica. È tempo di uscire dal Medioevo”.