FCA, dopo il tempo non è più tempo

 

Oggi l’Assessora al Lavoro ha risposto all’interrogazione urgente presentata dal Capogruppo di SEL Marco Grimaldi sullo stato degli investimenti di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) in Piemonte.

Mercoledì 3 febbraio 2016, il gruppo automobilistico ha pubblicato i suoi risultati finanziari del 2015, dichiarando di aver raggiunto e superato gli obiettivi previsti. Tuttavia alcuni aspetti dei conti presentati hanno deluso gli analisti finanziari, molti dei quali hanno rivisto al ribasso le previsioni su FCA, facendo perdere alle azioni Fiat Chrylser il 7,9 % fra il 28 e il 29 gennaio.

In particolare non sono risultati convincenti gli obiettivi finanziari per il 2016 e inoltre vi sarebbe un ulteriore motivo di sfiducia: durante una conference call con alcuni analisti finanziari, l’Amministratore Delegato del gruppo Sergio Marchionne ha ufficializzato che il rilancio del marchio Alfa Romeo subirà un ritardo di due anni e che la sua gamma non sarà completata prima del 2020. Il rallentamento del mercato cinese è la spiegazione con cui l’AD ha giustificato lo slittamento di oltre un anno della partenza della seconda linea produttiva di Mirafiori accanto a quella, ormai vicina alla partenza della produzione, del Levante. Di conseguenza anche gli investimenti sarebbero spostati in avanti. Secondo altre fonti, il ritardo nell’arrivo sul mercato della nuova berlina sarebbe legato al fallimento da parte della Giulia di diversi crash test e alla successiva riprogettazione di alcuni componenti tecnici, che avrebbe richiesto un prolungamento dei lavori di sviluppo e, naturalmente, nuovi test. Al momento Alfa Romeo ed FCA non hanno commentato né confermato questa notizia.

Secondo i rappresentanti della Fiom-CGIL, il Polo del Lusso formato da Mirafiori e Grugliasco rischierebbe seri contraccolpi dal possibile rinvio del lancio di modelli Alfa Romeo: il ritardo della Giulia incide infatti su Torino, poiché vi sono altre realtà Fca, quali Teksid e Marelli, interessate alla sua produzione e poiché una parte dell’indotto lavora per Cassino. A Torino il gruppo FCA ha in tutto 21.500 dipendenti, cifra che sale a 27.500 con i lavoratori Cnh Industrial: 14.500 a Mirafiori, 7.000 nella componentistica (Comau, Marelli). Per Mirafiori il secondo modello da affiancare al Suv Levante è la condizione per il rientro nel 2018 di tutti i lavoratori dalla cassa integrazione (circa 1.500), inoltre anche a Grugliasco i modelli Ghibli e Quattroporte non sarebbero sufficienti, dal momento che i volumi sono scesi da 36.000 a 26.000 e potrebbero diminuire ancora.

“Abbiamo chiesto al Presidente e all’Assessora di convocare urgentemente una riunione congiunta con il Ministero dell’Economia e con l’Amministratore Delegato e la proprietà di FCA per comprendere lo stato reale degli investimenti in Piemonte” – dichiara Grimaldi.

“Siamo lieti che l’Assessora Pentenero condivida la nostra preoccupazione e che il Presidente Chiamparino abbia dato la sua disponibilità a scrivere al CEO Marchionne. Suggeriamo di farlo in formato elettronico, altrimenti c’è il rischio che il francobollo non basti a fare il giro del mondo tra la residenza in Svizzera di Marchionne, la sede fiscale di FCA in Gran Bretagna, quella legale in Olanda e il suo ufficio a Detroit. Spero che le altre istituzioni e il Governo si rendano finalmente conto che la strategia del rinvio continua a costare cara a decine di migliaia di lavoratori in cassa integrazione (che a breve rischieranno di non avere più nemmeno questa), e che le responsabilità dei mancati investimenti e nuovi modelli stanno anche in capo alle scelte della proprietà, quasi mai chiamata in causa”.