Aumentare i controlli sui fitofarmaci per evitare frodi e abusi

 

Il 17 marzo 2015 il Consiglio Regionale ha approvato un ordine del giorno proposto da SEL che impegnava la Giunta regionale da un lato a regolamentare e limitare l’impiego dei fitofarmaci sui terreni non agricoli, per essere la prima Regione a vietare i diserbanti, dall’altro a monitorarne l’uso in agricoltura, per evitare frodi e abusi nell’ambito delle coltivazioni “biologiche” o industriali, come nel caso della recente denuncia della Guardia di Finanza su un presunto falso riso bio vercellese.

Per questo oggi in aula il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi ha presentato un’interrogazione urgente per sapere quali azioni siano state intraprese dalla Regione rispetto agli impegni assunti con l’approvazione dell’odg 226 e quali risultati siano stati ottenuti.

Si trattava innanzitutto di ampliare l’elenco delle molecole ricercate di più recente immissione sul mercato e attuare le disposizioni ministeriali sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari sui terreni non agricoli. La risposta dell’Assessore Ferrari è stata positiva: il Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute ha stilato un elenco dei formulati utilizzabili per le aree extra-agricole e una prima bozza dei criteri ambientali obbligatori per le gara d’appalto per trattamenti fitosanitari sulle ferrovie e sulle strade; la Regione è impegnata nelle linee guida assieme agli enti e agli operatori coinvolti nella gestione delle aree extra-agricole; inoltre i dati sulla contaminazione delle acque sono stati presentati dalla Direzione Ambiente e la Regione, assieme ad altri soggetti, ha individuato le misure per il Piano di gestione del distretto idrografico del Po per il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale.

Per quanto riguarda le aree agricole, nel 2016 gli Organismi di Controllo attueranno una serie di interventi sulle attività risicole, come richiesto in base alle più recenti verifiche; inoltre la Regione si è mossa nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale per verificare le irroratrici in uso e incentivare l’acquisizione di nuove attrezzature più adeguate a razionalizzare l’uso di fertilizzanti e fitofarmaci.

“Abbiamo l’occasione di fare del Piemonte la prima regione a impedire l’uso dei diserbanti nei terreni non agricoli – dichiara Grimaldi. – “Inoltre, se vogliamo proteggere i prodotti della terra, il nostro territorio e la salute dei cittadini, è necessario aumentare il numero di verifiche e analisi per la ricerca di pesticidi sui prodotti alimentari, disponendo prima di tutto un efficace programma di controllo dell’uso dei fitofarmaci durante la distribuzione in campo. Bene comunque ha fatto l’Assessore a cambiare la normativa sul riso bio, che ha permesso per troppo tempo di eludere i controlli con il semplice sistema della rotazione. Purtroppo questo comunque non basta, perché tanti produttori cosiddetti “bio” piemontesi continuano a coltivare accanto a produzioni, spesso delle stesse aziende, che usano fitofarmaci”.