Non alziamo l’Irpef ai cittadini, rimoduliamo l’Irap come in altre Regioni

Per effetto del decreto legge detto “Salva Regioni”, il disavanzo sostanziale della Regione accertato dalla Corte dei Conti da 5.843.655.170,18 si riduce a 1.264.190.000, da coprire in 7 anni: 180 milioni 980 mila euro all’anno. Sono comunque cifre molto difficilmente sostenibili. Oltre al disavanzo rimangono 1,685 miliardi di residui attivi da cancellare, a cui si dovranno sommare i 71,5 milioni relativi allo “Sblocca-debiti”.

Per questo, lo diciamo da mesi, il Governo non ci ha regalato niente e bisognerebbe smetterla di parlare di “Salva Piemonte”.

Se lo Stato non interverrà con una manovra per ridurre i tagli previsti alle Regioni e rinegoziare i debiti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la CDP e gli istituti di credito privati, la Regione Piemonte potrebbe essere costretta a contrarre ulteriormente le risorse per le politiche regionali.

Come stiamo dicendo in questi giorni, non è pensabile innalzare ulteriormente l’Irpef per i cittadini (che produce un gettito di più di un miliardo e 220 milioni di euro), già pesantemente gravati da imposte locali e nazionali. Inoltre un innalzamento dell’Irpef sarebbe possibile solo per gli scaglioni medi e bassi, in quanto per i più alti è già alla soglia massima.

Invece è possibile rimodulare l’Irap per alcune attività (che attualmente produce un gettito di più di 2 miliardi). Per questo, nell’ultimo mese abbiamo analizzato le maggiorazioni già applicate da altre Regioni e formulato delle proposte specifiche per il Piemonte. Le abbiamo illustrate al Presidente Chiamparino e al Vicepresidente Reschigna e tradotte in quattro mozioni di accompagnamento al al DDL n. 166 “Misure di armonizzazione e razionalizzazione di norme in materia di tributi regionali”.

Le proposte non riguardano aumenti indiscriminati dell’aliquota ordinaria, che per la gran parte delle imprese è del 3,90%.

Le Regioni hanno una forchetta di aumento dell’Irap dello 0,92% rispetto all’aliquota base, che per le banche è 4,65% e per le assicurazioni 5,90%. In caso di piano di rientro sanitario, l’aumento può scattare in automatico e, in caso di commissariamento, è prevista un’ulteriore maggiorazione dello 0,15%. Il Piemonte, come la maggior parte delle altre regioni, ha un’aliquota per le banche di 5,57 e per le assicurazioni di 6,82. Nella nostra regione un aumento Irap dello 0,15% per entrambe le aliquote porterebbe a un extra gettito di 4.667.000 € circa per banche e 1.390.000 € circa per assicurazioni, per un totale di oltre 6.000.000 €. Perciò, nella prima mozione chiediamo di inserire nella Legge finanziaria 2016 un aumento delle aliquote Irap per banche e assicurazioni rispettivamente a 5,72 e 6,97.

La seconda mozione riguarda l’Irap su autostrade e trafori. Un aumento Irap dello 0,50% rispetto al 3,90% attuale in questo caso porterebbe a un extra gettito di 1.380.000 € circa. Perciò con la seconda mozione chiediamo di inserire nella finanziaria 2016 un aumento dell’aliquota Irap per autostrade e trafori al 4,40%.

Vi è poi il tema delle aziende che hanno spostato all’estero sede legale e residenza fiscale, una pratica purtroppo diffusa, che sottrae ingenti risorse al fisco italiano e distorce la concorrenza nei mercati, modificando ingiustamente la pressione fiscale tra contribuenti. Anche in questo caso chiediamo di introdurre nella finanziaria un aumento dell’Irap dello 0,92% per chi negli ultimi cinque anni abbia spostato fuori dal Piemonte sede legale e residenza fiscale. Chiediamo inoltre, nella stessa mozione, di prevedere una riduzione di aliquota dello 0,92% per le imprese che si insedino ex novo in siti dismessi (inclusi i siti industriali), o in aree definite del tessuto urbano interessato nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana, individuati con deliberazione della Giunta Regionale, o in aree di crisi complessa individuata ai sensi della normativa nazionale.

Infine, per quanto riguarda gli esercizi che ospitano apparecchi da gioco, solo a Torino, secondo i dati AAMS, sono presenti 1590 locali al cui interno sono installate circa 6-7000 tra newslot e VLT. In Piemonte sono circa 6000 le imprese che ospitano apparecchi da gioco. In Piemonte risultano presenti 3.719 apparecchi VLT per 351 sale da gioco e 25.650 apparecchi AWP, per un totale di 29.369 macchine. La nostra mozione chiede allora di rendere subito effettive le prime disposizioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito della legge regionale finanziaria 1/2014, aumentando dello 0,92% le aliquote Irap per gli esercizi nei quali risultino installati apparecchi da gioco.

Quest’ultima è l’unica misura che potrà produrre nuove entrate già dal 2016, mentre le altre mozioni rappresenterebbero la prima novità per il bilancio preventivo del 2016, le cui entrate saranno disponibili per il difficile anno 2017.

“Vogliamo che la Regione, soprattutto in un momento come questo, si ponga davvero in un’ottica di redistribuzione e sostegno dei cittadini e delle cittadine che stanno soffrendo di più la crisi. Dal 1 gennaio più di 30mila piemontesi resteranno privi di tutele. Tutti, giustamente, si sbracciano per difendere i correntisti bidonati dai prodotti farlocchi della finanza, purtroppo pochi si impegnano a dare risposte a chi ha perso un lavoro e merita un reddito di dignità”.

Marco Grimaldi – Capogruppo di SEL e primo firmatario delle mozioni