Il profitto non si cancella con una parola: sul Gradenigo si faccia chiarezza

A dicembre, in Commissione Bilancio, ci siamo opposti a un emendamento all’art. 57 della legge finanziaria, che avrebbe permesso alla società che ha rilevato il Gradenigo di gestirlo a fini di lucro, mentre la legge regionale 59 del 1985 impone ai privati che gestiscono presidi sanitari di mantenerli no profit. L’emendamento è stato ritirato e l’Assessore Reschigna si è impegnato a non ripresentarlo in aula.

Oggi, tuttavia, ci duole apprendere dai giornali che la Giunta avrebbe approvato un disegno di legge per regolarizzare la posizione del Gradenigo, consentendo a Humanitas di mantenere la struttura a fini di lucro, modificando la legge regionale del 1985 attraverso la semplice eliminazione delle parole “senza fini di lucro”.

Come ho già spiegato, non vedo come si possano aprire le porte del sistema sanitario pubblico a una multinazionale con la stessa formula usata fino a ieri per un ente non profit.
Stesso bacino d’utenza, stesse risorse economiche, stessa concessione sull’area di proprietà del comune.

Socializzare le perdite e privatizzare gli utili è una vecchia ricetta tanto cara ad alcuni colossi privati. Il gioco è facile: la Regione paga i settori in perdita (come il pronto soccorso o l’oncologia) e i cittadini, che diventeranno clienti “solventi”, faranno il resto. Chi sono questi nuovi attori?
I solventi sono quei cittadini che, di fronte alla possibilità di tempi più rapidi di risposta, pagheranno di più per poter superare le liste d’attesa pubbliche.

Un’altra questione: prima la Regione stanziava 44 milioni l’anno per il Gradenigo: continueremo a darli nello stesso modo? Con gli stessi controlli?
La legge vigente prevedeva una cosa chiara: se un soggetto privato voleva operare all’interno del Sistema Regionale Sanitario, equiparandosi a un presidio pubblico, doveva farlo senza scopo di lucro. Io capisco il motivo di quella scelta e non voglio cedere a nessun ricatto.

Resto convinto che l’unica soluzione sarebbe stata la rinascita della Gradenigo Impresa Sociale, la quale, essendo ente no profit, non avrebbe avuto bisogno di leggi ad aziendam. Solo ripristinare le condizioni di partenza avrebbe permesso di garantire ai lavoratori di rimanere nell’alveo del pubblico e ai cittadini di non veder chiudere nei prossimi mesi il pronto soccorso.

Marco Grimaldi